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La Classe energetica classifica immobili in base a prestazioni energetiche. Scopri le Classi Energetiche e come avere un attestato di prestazione energetica.

Proprio come un elettrodomestico, anche gli edifici hanno un loro rendimento energetico e dei consumi, che variano, anche in maniera importante, in base al tipo di struttura e come questa è stata costruita e ai tipi d’installazione per illuminazione, riscaldamento e impianto elettrico che vi sono stati disposti.

Tale prestazioni vengono rendicontate all’interno di un documento ufficiale che certifica proprio in quale classe energetica l’edificio rientra. Tale documento è la certificazione energetica.

L’Italia si è adeguata alle Direttive Europee del 2002 emanando una serie di leggi e regolamenti per il rilascio delle certificazioni energetiche, ma a tal proposito ancora oggi, vige non poca confusione sul tema.

Scopo del presente articolo è quello di fugare il più possibile questi dubbi, cercando di rispondere alle domande più comuni sulla classe energetica degli immobili.

La Classe Energetica Edifici

A partire dal 2005, con il D.Lgs 192/05 e successive modifiche, completate con il Decreto Ministeriale 162/15, la certificazione energetica degli edifici entra a far parte in via definitiva tra le leggi italiane.

Sono state quindi create le classi energetiche degli edifici affinché fosse possibile classificare le prestazioni energetiche d’immobili come case e appartamenti, in base a dei parametri strutturali e funzionali, che ne determinano l’uso in maniera scientifica di energia elettrica, indipendentemente dal fatto ne venga fatto un uso massiccio o limitato.

La suddivisione delle classi avviene semplicemente seguendo le lettere dell’alfabeto, con possibile presenza di numeri, su una scala che a partire dalla classe A4 fino alla G, classifica i consumi dell’immobile distribuendoli su un totale di 10 classi, o almeno sono 10 fino al 2018.

La classificazione di un edificio serve semplicemente a stabilirne i suoi consumi energetici, fatto il valore A4 quello con le migliori prestazioni e il maggior risparmio energetico e il valore G quello con i consumi più alti e prestazioni più basse.

Con la classificazione energetica è possibile valutare l’impatto sull’ambiente da parte dell’immobile in termini di consumi, basandosi sulle sue caratteristiche strutturali, sul fabbisogno stimato, sul tipo d’infissi installati, ecc.

L’obbligo della certificazione energetica è posto dal legislatore solo ad alcune categorie, come rogiti, annunci immobiliari, contratti di locazione, detrazioni e sgravi, con lo scopo di ridurre gli sprechi energetici, contenere i consumi e spingere il cittadino, ma anche il mercato delle nuove tecnologie, a ricorrere nel primo caso e produrre nel secondo, soluzioni alternative che abbiano un basso impatto ambientale.

Alle 10 classi energetiche è assegnato un punteggio che va da 10 per la più efficiente, ossia la A4, a 1 per la meno efficiente, ossia la G, seguendo dei criteri basati su specifici intervalli di valori energetici o fasce di consumi.

Calcolare la classe energetica non è un compito facile, servono specifiche competenze ed essere in grado di valutare in modo professionale, oltre che essere certificati e riconosciuti.

Per creare una figura professionale che possa allinearsi in maniera completa a tali esigenze, è nata la figura del classificatore energetico, il quale si occupa di eseguire la diagnosi energetica di un edificio, casa o appartamento, per quantificarne i consumi energetici in condizioni climatiche standard, che variano in base alle zone climatica nella quale l’immobile è ubicato.

Il certificatore energetico, dopo aver fatto i suoi rilevamenti e verifiche del caso, è qualificato al rilascio dell’APE (Attestato di Prestazione Energetica), nel quale sono contenute tutte le caratteristiche dell’edificio in ambito energetico, sia che si tratti di un’abitazione o un appartamento, oltre alla classe energetica a cui questo appartiene.

L’attestato di prestazione energetica deve essere redatto in maniera conforme alle linee guida stabilite dal Decreto Ministeriale 26/12/09, oltre che alle eventuali direttive regionali.

La classe energetica di un immobile dipende molto dai tipi di materiali impiegati per la sua costruzione, dalla metratura e dai tipi d’infissi installati, ma anche dalla zona climatica stessa, dall’uso di fonti energetiche rinnovabili e da eventuali interventi atti al miglioramento e ottimizzazione che rientrano nelle casistiche degli interventi per la riclassificazione energetica.

Anche in caso di nuova costruzione è possibile stabilire già la classe energetica in base ai tipi di lavori e installazioni che devono essere fatte, presenti nel progetto.

È bene ricordare che la scelta del classificatore energetico non va fatta in maniera casuale, ma bisogna affidarsi a qualcuno che disponga delle autorizzazioni e della giusta formazione necessaria al fine di operare entro i parametri stabiliti dalla legge.

Il certificatore può sempre esibire un valido attestato d’idoneità alla certificazione, conseguito tramite un corso abilitante di certificatore energetico.

 

Scopri l’Elenco Classi Energetiche

Nel seguente elenco vengono listate le 10 classi energetiche con i relativi valori minimi e massimi per ogni classe e il punteggio assegnato a ciascuna di esse. Il valore che riporta la dicitura Ep rappresenta l’indice di prestazione energetica.

Classe energetica A4

  • Consumo minimo: X
  • Consumo Massimo: inferiore o uguale a 0,40 Ep
  • Punteggio Assegnato: 10

Classe energetica A3

  • – Consumo minimo: inferiore o uguale a 0,40 Ep
  • – Consumo Massimo: inferiore o uguale a 0,60 Ep
  • – Punteggio Assegnato: 9

Classe energetica A2

  • – Consumo minimo: inferiore o uguale a 0,60 Ep
  • – Consumo Massimo: inferiore o uguale a 0,80 Ep
  • – Punteggio Assegnato: 8

Classe energetica A1

  • – Consumo minimo: inferiore o uguale a 0,80 Ep
  • – Consumo Massimo: inferiore o uguale a 1,00 Ep
  • – Punteggio Assegnato: 7

Classe energetica B

  • – Consumo minimo: inferiore o uguale a 1,00 Ep
  • – Consumo Massimo: inferiore o uguale a 1,20 Ep
  • – Punteggio Assegnato: 6

Classe energetica C

  • – Consumo minimo: inferiore o uguale a 1,20 Ep
  • – Consumo Massimo: inferiore o uguale a 1,50 Ep
  • – Punteggio Assegnato: 5

Classe energetica D

  • – Consumo minimo: inferiore o uguale a 1,50 Ep
  • – Consumo Massimo: inferiore o uguale a 2,00 Ep
  • – Punteggio Assegnato: 4

Classe energetica E

  • – Consumo minimo: inferiore o uguale a 2,00 Ep
  • – Consumo Massimo: inferiore o uguale a 2,60 Ep
  • – Punteggio Assegnato: 3

Classe energetica F

  • – Consumo minimo: inferiore o uguale a 2,60 Ep
  • – Consumo Massimo: inferiore o uguale a 3,50 Ep
  • – Punteggio Assegnato: 2

Classe energetica G

  • – Consumo minimo: inferiore o uguale a 3,50 Ep
  • – Consumo Massimo: X
  • – Punteggio Assegnato: 1

APE: Attestato di Prestazione Energetica

Come già accennato, l’attestato di prestazione energetica viene anche identificato con l’acronimo di APE e viene prodotto per certificare le prestazioni energetiche di qualsiasi immobile a uso abitazione.

In genere il documento contiene tutte le informazioni e le caratteristiche energetiche di un dato ambiente, in modo da poterlo inquadrare in una scala predefinita e suddivisa in livelli, ognuno dei quali indica i consumi e le prestazioni energetiche della casa o dell’appartamento.

Il tecnico specializzato autorizzato al sopralluogo per stabilire la classe energetica dell’immobile, valute certe variabili, le quali cambiano in base alla posizione dell’edificio, il modo in cui è strutturato e i materiali utilizzati per la sua costruzione, oltre a sistemi per la produzione di acqua calda, per il riscaldamento degli ambienti, il tipo d’impianto elettrico ed eventualmente, la presenza di sistemi per la produzione di energia rinnovabile, come per esempio pannelli fotovoltaici.

L’attestato di prestazione energetica risulta essere molto importante soprattutto nelle fasi di vendita o locazione di una casa, visto che nell’omonimo contratto deve necessariamente essere inserito l’indice di prestazione economica e la classe energetica nella quale l’immobile rientra.

L’APE deve essere messo obbligatoriamente a disposizione del soggetto che prende in affitto l’immobile, o va ceduto in caso di vendita dello stesso.

Per certificazioni prodotte prima dell’introduzione dell’APE, la norma di riferimento valida è tuttora quella precedente, che prevede come certificazione idonea la vecchia certificazione energetica.

Per tutti gli immobili per i quali è stata prodotta la vecchia certificazione non vi è nessun obbligo di produrre la nuova, a patto che la documentazione posseduta sia ancora valida e in vigore e che sia riferita alla condizione originale dell’immobile e che a questo non siano state apportate modifiche o migliorie che non figurano nella vecchia certificazione.

Soprattutto nel caso in cui ci siano stati lavori che ne hanno modificato la classe energetica precedente, è obbligo produrre l’attestato di prestazione energetica che ne certifichi l’inquadramento all’interno della nuova classe energetica.

In caso in cui si ometta la produzione di tale attestato, la legge prevede delle sanzioni, come per esempio l’annullamento da parte dell’autorità competente del contratto che si vuole andare a stipulare.

Oltre a ciò, la legge prevede anche multe per somme che possono andare da 3.000, fino a 18 mila euro nel caso della vendita di un immobile. Per un proprietario che invece viola le norme che riguardano il documento di certificazione energetica, per immobili che devono essere affittati, c’è la possibilità di essere multati per una somma che va da 300 euro fino a un massimo di 1.800 euro.

La validità dell’attestato di prestazione energetica non è solo al vaglio del perito che si occupa di produrlo, poiché il documento deve essere esaminato e a sua volta vagliato da un notaio, che verifica che sull’APE siano presenti le dovute quantità d’informazioni necessarie a dichiararne la validità.

L’attestato di prestazione energetica deve innanzitutto contenere la classe energetica nel quale rientra l’immobile di riferimento, la data di stipula dell’attestato e tutti i dati catastali relativi all’immobile stesso, nonché una dichiarazione d’indipendenza che riporti la sottoscrizione di un tecnico, il quale ha effettuato precedentemente il sopralluogo dell’immobile per la verifica e la certificazione della classe energetica in conformità a quanto stabilito dalla legge.

Purtroppo, la verifica di ogni punto appena esposto, non sempre risulta facile e immediato, visto che non sono tutte le Regioni italiane a possedere un albo che riporta l’elenco di tutti i professionisti certificati per valutare il fabbricato in termini di consumi energetici.

Tuttavia, come già riportato, l’obbligo di produrre l’attestato di prestazione energetica vale solo per determinati casi, come la compravendita dell’immobile, sia che venga acquistato o che venga ceduto a titolo gratuito, per fabbricati messi in affitto o in vendita mediante annunci immobiliari, per i quali va indicato l’indice di prestazione energetica.

Infine, vige l’obbligo di produrre l’attestato di prestazione energetica, per tutti gli immobili di nuova costruzione ma solo dopo la fine dei lavori; per quelli sui quali sono stati effettuati interventi di ristrutturazione che modifichino almeno il 25% dell’involucro e delle superfici del fabbricato, come pareti, pavimenti, soffitti e tetti, oppure, lavori che ne comportino la riqualificazione energetica, come l’installazione di una nuova caldaia o la sostituzione della vecchia, sostituzione dei vecchi infissi e altri lavori che rideterminano la classe energetica dell’immobile.

In questi casi è obbligatoria la presenza del nuovo APE.