Hatikva, la speranza che porta verso un mondo migliore
Ci sono dei momenti durante il percorso di crescita e di formazione di una persona in cui sembrano confluire insieme, come attratte da una necessità imminente e magica, la propria storia e la grande Storia. È così che si compie il rito di passaggio alla maturità, quel momento da sempre celebrato nella vita degli uomini e delle civiltà e capace di canalizzare insieme le aspettative personali e quelle sociali. È un po’ come se improvvisamente tutti i libri portati nello zaino dalle elementari alla tesi di laurea, tutti i professori incontrati negli anni, i giornali letti la mattina, i discorsi con i genitori, gli scontri persino, esplodessero insieme in un’energia capace di farci crescere ed entrare col petto in fuori ed un’insicurezza mal celata nell’avventuroso mondo dell’età adulta.
Ecco, il libro dell’esordiente Marco Rivello, Hatikva, è un percorso denso di pensieri, citazioni, memorie, stimoli, una strada tutta curve che conduce alla crescita del protagonista come uomo finalmente adulto e a quella, auspicata, dell’individuo in quanto cittadino. È come se accanto a Marco che, nel libro, prende il treno per partire e iniziare, simbolicamente, una nuova vita, quella da grande, ci fosse ognuno di noi. Seduto lì, accanto, nello scompartimento, a guardarsi negli occhi e a chiedersi cosa significa essere qui, oggi, italiani, europei, in mezzo a un mondo di stimoli e sfide.
Come le affrontiamo queste sfide, ora? Come diventiamo grandi e maturi? Sembrano queste le domande che vengono fuori dalle pagine del libro e che restano appiccicate anche alla fine della lettura perché una risposta sola non c’è, non esiste un modo preciso, regolato, normato quasi, o giusto, d’essere oggi cittadini del mondo. Ma c’è, e sta tutto dentro il titolo del libro, Hatikva, che significa speranza, uno spirito che può, quasi dovrebbe, animare la cittadinanza e, allo stesso tempo, la maturità.
Ed è l’ottimismo, quello stato dell’animo fertile e sorridente, quella fiducia nell’uomo, nel prossimo, nel diverso, che può essere l’unico strumento magico per attraversare le prove dell’età contemporanea, del presente personale ed intimo e di quello collettivo e sociale. La speranza, la vera protagonista del libro, è il punto di partenza e d’arrivo, allo stesso tempo, di ogni riflessione dell’autore, il quale ne trova le tracce fertili e gli slanci ottimistici in ogni fase della storia in cui gli uomini hanno realizzato una conquista, lasciato il segno, dato il senso al percorso politico delle civiltà e superato le grandi paure.
Come un new deal sempre stimolante la speranza è là, a farci intravedere la possibilità di un mondo migliore, in cui essere cittadini significa prima di tutto sorridere e accettare le sfide del tempo. Il viaggio di Marco è solo all’inizio, nel libro così come nel percorso di scrittore, ma nelle pagine si notano già i segni di una fame di maturità, la volontà insaziabile di cominciare una nuova storia, intraprendere un nuovo viaggio, partire come un Ulisse speranzoso che in cuor suo già lo sa. Le grandi onde si superano non solo con la tecnica da navigatore esperto, ma con il cuore colmo di speranza.
Federica Colonna, Fare Futuro Magazine, 22 luglio 2010
